Umanità contemporanea
Essere umani oggi è un atto di coraggio. In un mondo che accelera, questa rubrica cerca la lentezza, la vulnerabilità, l’autenticità.
Qui si riflette su ciò che significa vivere con consapevolezza nel tempo dell’automatismo.
Stiamo delegando troppo, anche noi stessi
L’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro modo di pensare, decidere e restare presenti. Un’analisi psicologica sul rischio di delegare anche noi stessi.
Il lavoro non è una famiglia: confini, salute mentale e identità
Quando il lavoro viene raccontato come una famiglia, i confini si confondono. Un’analisi psicologica su identità, manipolazione emotiva e salute mentale.
Genitori separati e paura dell’assenza: quando i figli si abituano a non vederti
La paura che i figli si abituino all’assenza è una delle ferite più profonde per un genitore separato. Un’analisi psicologica su presenza, attaccamento e amore genitoriale.
La noia nell’era dello smartphone, uno spazio umano da riscoprire
La noia non è un vuoto da riempire con lo smartphone, ma uno spazio fertile per relazione, pensiero e presenza. Una riflessione psicologica sull’umanità contemporanea.
Quando la crescita cambia la frequenza emotiva nelle relazioni
A volte la crescita interiore modifica la nostra frequenza emotiva e ci fa percepire in modo diverso le relazioni abituali. Un’analisi psicologica intensa su cambiamento, distanza e nuova consapevolezza.
Quando la connessione cambia l’essere umano e le sue relazioni
Cosa accadrebbe se fossimo davvero connessi? Una lettura psicologica tra evoluzione, processi cognitivi e relazioni che trasforma il modo di vedere noi stessi e gli altri.
Perché continuiamo a collocare gli altri nella politica
Etichettare gli altri non è politica ma psicologia. Un bisogno di ordine interiore che nasce dalla paura della complessità e dalla mancanza di pensiero critico.
Il potere fragile: dentro la psiche di chi vive solo per sé
L’articolo esplora la dimensione psicologica del potere, dell’egoismo e dell’indifferenza, analizzandoli attraverso la lente della Psicologia del Sé di Heinz Kohut.
Dietro l’arroganza e la ricerca di controllo si nasconde spesso un Sé fragile, in cerca di riconoscimento e conferme.
Il testo mostra come la mancanza di empatia e di altruismo non derivino da cattiveria, ma da una ferita narcisistica non elaborata.
Solo attraverso relazioni autentiche e rispecchianti l’individuo può ritrovare integrazione, superando la paura di dipendere e di sentire.
Un’analisi lucida e umana che smaschera la vulnerabilità nascosta dietro l’apparenza di forza e invita a riscoprire il potere della sensibilità come forma evoluta di coscienza.
La libertà che fingiamo di avere
Un invito a guardarsi dentro: tra egoismo, fede comoda e indifferenza, la vera libertà è quella di coscienza. Un testo che non accusa, ma chiama alla presenza.
Ci hanno addomesticati a non provare più niente
Articolo di: Gabriele Vinciguerra C’è un rumore costante, ma nessuno ascolta.Le voci si accavallano, gli schermi lampeggiano, i volti sorridono per contratto.Tutti comunicano, ma quasi nessuno si connette.Viviamo in un mondo dove la solitudine non è più un male da...